S2 - 5^ puntata PDF Stampa E-mail
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Scritto da Clark Maul   
Lunedì 04 Giugno 2012 15:22
Uscire dalla nebbia. Uscire da una nebbia pesante, densa, piena. Questa è la sensazione che c'è nella tua testa, Grendalf, mentre rinvieni. Le tempie sembrano esplodere a ogni rumore e questo gocciare continuo non aiuta di certo. Sei stanco, confuso, dolorante. E non sai perché cazzo ti trovi in questa stanza, legato ad una sedia.
La fortuna vuole che anche i componenti del tuo dipartimento della NSAUC debbano sottoporsi all'addestramento fisico e quindi con un po di pazienza capisci che i nodi che ti tengono stretto non sono impossibile da sciogliere. Ci vorrà un po, ma sai di potercela fare. Cerca di ricordare l'addestramento Grendalf, cerca di ricordare!
Prima fase: analisi del territorio. Sei in una stanza. E' dismessa e sporca. Nessuna strumentazione elettronica, solo un tavolino ed una lampada. Come sala colloqui è molto old school. Potrebbe essere da qualsiasi parte nella città vecchia. O mascherata perché sembri così.
Seconda fase: analisi delle condizioni: non sei solo. Senti parlare nella stanza di fianco, ma la confusione mentale e le spesse pareti non ti permettono di identificare ne il numero di voci ne il sesso delle persone. Questo è un punto a tuo sfavore.
Terza fase: possibili vie di fuga. Una porta sulla parete opposta alla tua. Una finestra dai vetri oscurati sulla sinistra. Non hai idea di dove dia la finestra. Potrebbe essere persino murata. C'è solo la porta. In alto non vedi nulla, tutto nero. Potrebbero esserci venti botole, ma non ne vedi nemmeno una. Anche questo è negativo.
Quarta fase: armi potenziali. Hai solo la lampada da tavolo e la sedia. Decisamente poco.
Per ora non puoi fare altro che attendere e capire. Chi ti ha sequestrato? La risposta è semplice: la NSAUC. Solo lei potrebbe averti prelevato dagli uffici della NSAUC stessa. Il motivo è ovvio: un'autorizzazione non regolare. Sai per certo che sono state eseguite delle condanne a morte per molto meno. Ma chi o meglio COSA era quella creatura che ti ha aggredito? Per arrestarti era sufficiente un normale agente, potevano bloccarti all'ingresso o all'uscita del palazzo o addirittura in ascensore. Il terminale avrebbe potuto intimarti lo stop in attesa delle guardie. Invece ti mandano nel cuore della notte un affare nero alto quasi due metri che cammina sui soffitti. Forse una trappola per provare un'arma biologica? Non ha senso... e poi: cosa è questo posto? Conosci praticamente tutte le celle di sicurezza e i locali sparsi per la città bassa che la NSAUC usa per i suoi lavoretti. E questo non ti sembra davvero uno di quelli. Forse hanno previsto questa cosa, hanno previsto che avresti conosciuto e quindi ti hanno messo in un ambiente ostile apposta.
Siamo nel campo delle ipotesi pure. Da questo punto in poi ogni risposta √® valida. L'unica cosa che non capisci √®: perch√© te? Ok, avevi un cazzo di codice che non ti spettava, ma allora: chi te l'ha infilato sotto la porta? In quale complotto sei finito? Ti interrogheranno per ore, ti faranno ogni sorta di ignobile tortura per farti sputare la verit√†. E, ironia della sorte, pi√Ļ dirai che non sai nulla, pi√Ļ¬†insisteranno, pi√Ļ urlerai disperato che non hai idea di chi ti abbia dato quel codice, pi√Ļ prenderanno la tue risposte per frutto del tuo addestramento nella NSAUC stessa. Non c'√® via di scampo. Potrebbero arrivare addirittura ad usare i negri... Non vuoi pensarci, vero Grendalf? Non vuoi nemmeno immaginare cosa ti farebbero i 17 di Sipphreus se la NSAUC te li aizzasse contro.
Scivoli continuamente in un torpore tormentato, perdi la cognizione del tempo e non sai pi√Ļ da quanto sei l√¨. Le voci spesso si allontanano, talvolta hai la sensazione di essere solo. Concludi che la botta alla testa deve averti debilitato parecchio e riposare, per quanto sia possibile farlo legato ad una fottuta sedia, √® l'unica possibilit√†. Non ti lasceranno qui ancora a lungo.
Non per molto
Non a lungo.
E' come andare a sbattere contro un muro. La sensazione di attraversarlo, mentre la tua pelle brucia e il tuo corpo reagisce di scatto, con le corde che tirano e stringono mentre cerchi di liberarti. Ansimi rapidamente mentre la secchiata d'acqua con cui ti hanno svegliato, scivola gi√Ļ per il petto e la schiena. Ti guardi attorno e inizialmente non capisci
"Ben svegliato" è una voce femminile
"Chi... che... cosa cazzo..." farnetichi prendendo tempo
"Calmati. Non ci servi a nulla in questo stato"
"Chi siete?" riprendi coscienza della situazione
"Questa è una lunga storia" la figura è controluce. Posizione studiata, per risultare percepibile ma non riconoscibile. Guardarla equivale a puntare gli occhi dentro la luce della lampada, diretta verso la tua faccia
"Credo che di tempo ne abbiamo parecchio..."
"Fa anche lo spiritoso, mi piace questo tipo" fa rivolgendosi a qualcun'altro. Ma non vedi nulla
"Abbiamo una sola domanda. E se non risponderai, non ti piacerà" la voce è maschile. Viene da un punto imprecisato nell'ombra
"Sono un agente della NSAUC, potrei resistere per ore ai vostri interrogatori" fai spavaldamente
"Non sei un agente operativo. Il tuo addestramento è base... ma se ci tieni proprio tanto a vedere come la mia amica usa i suoi pugnali..."
"O-ok, a che domanda dovrei rispondere" provi a prendere tempo
"Così mi piaci: collaborativo" risponde la figura nel buio
"Allora" fa la donna, che ha preso a giocare con una lama "Cosa hai scoperto su Neo?"
"N-Neo? Neo chi?" dissimuli
"Non farci incazzare" sibila lei, stringendo gli occhi a fessura e piantando la lama nel tavolo di legno "Tu non hai idea di quello che stai rischiando"
"Cosa sto rischiando?" ridi quasi incredulo "Cosa sto rischiando? Voi pensate di farmi credere che se risponderò a questa domanda, poi mi lascerete andare tutto tranquillo? Ormai sono fottuto!" ti sporgi in avanti, trattenuto dai nodi delle corde "Sono carne morta! Quindi per quale motivo dovrei dirvi quello che so" concludi quasi soddisfatto
"Questo non ha capito" scuote la testa la figura al buio
"Come pensi che possa? E' una cazzo di pedina del cazzo" sbotta lei quasi infastidita "Stammi a sentire, grosso imbecille..."
Si bloccano all'improvviso. Lui non lo vedi, ma lei si è voltata verso quella dovrebbe essere la porta. In un secondo sono in piedi, in posizione di difesa. Non si parlano. Li vedi gesticolare in modo secco e pulito. Chiunque siano, hanno ricevuto un addestramento militare. Degno della NSAUC.
Lentamente aprono la porta e in un fruscio escono dalla stanza. Tendi le orecchie e aspetti in silenzio, sperando di captare qualsiasi rumore.
Poi è un attimo. Un'esplosione. Vedi delle lingue di fuoco fare capolino dalla porta e una figura venire sbalzata dalla parte opposta. Urla, confusione. Stanno venendo a salvarti! Non può essere altrimenti! Inizi a lavorare velocemente con i polsi per scioglierti mentre urli disperato "SONO QUI!". Il rumore che segue non ha nulla di umano, è un sibilo, è un fendere l'aria, è sforzo, rabbia, odio. Qualsiasi cosa sia stata sbalzata dall'esplosione, ora sta tornando alla carica. Stanno combattendo di là e tu sei qui, inutilmente legato a questa sedia. Nell'esplosione il tavolo si è rovesciato e la lampada è caduta a terra, rompendosi. Hai una visione approssimativa, fatta di lampi di luce, di figure che combattono. A quanto pare i due carcerieri stanno resistendo. Una figura viene sbattuta con lo stipite della porta e cade svenuta dentro la tua porta. Non riesci a vedere molto, ma sembra vestito di pelle. Non sembra un agente della NSAUC... piuttosto un... poi in un lampo di luce illumina la scena e vedi un phaser uscire dalla sua cintura. Devi riuscire a liberati Grendalf. DEVI. Lavori disperatamente con i polsi, mentre i lacci sembrano di pietra. La colluttazione nella sala di fianco sembra infinita: rumori di dolore, fuoco e sordi colpi scandiscono i secondi che passi lavorando su questi maledetti lacci.
Ti sei quasi slogato un polso, ma ormai sei vicino alla fine. Con un'ultima dolorosissima flessione, riesci a far scivolare una mano fuori dal laccio. Il tempo si dilata, i secondo sembrano ore. Ti getti a corpo morto sulla figura a terra e cerchi di afferrare il phaser. Sai che ora la priorità è armarti, ma non puoi attendere ancora e alzi lo sguardo. La stanza sembra immensa: la donna sta combattendo con due... pugnali? Sembrano pugnali. La vedi destreggiarsi in mezzo a due tipi vestiti di pelle, mentre altri tre si confrontano con... con qualcosa che di umano ha davvero poco. Lo scontro è micidiale: il gruppo sembra quasi danzare, ma i tipi in pelle nonostante il numero sembrano non riuscire ad avere la meglio. La donna con uno scarto laterale schiva un attacco e pianta tutte e due le lame nel collo del suo aggressore. Con un calcio girato allontana l'altro che finisce tramortito contro la parete e si volta verso di te. Verso di te. Lei è in piedi, a non meno di 10 metri, armata e coperta di sangue, mentre tu sei in ginocchio su un cadavere e non hai ancora impugnato l'arma.
La mano afferra rapidamente il phaser. Fai fuoco una volta, due, tre, quattro, mille volte "Muori MUORI MUOOOORIIIII" Ok Grendalf, adesso puoi dire di averle viste tutte. Adesso sul tuo curriculum delle cose impossibili, puoi annotare una donna che schiva i phaser. Si ferma e ti guarda. Sorride. Ti aspetteresti un sorriso del genere solo dal Diavolo. Inizia a correre verso di te. Beh, forse dopotutto, tra poco potrai fare un confronto.
Una seconda esplosione travolge gli astanti e ti sbatte contro il muro. Non riesci a capire dove siano finiti tutti, ma altri figuri in pelle fanno irruzione, impegnando i due intontiti carcerieri. Un'altra occasione così non ti capiterà. Cerchi di alzarti in piedi e fai fuoco col phaser distruggendo la finestra con i vetri oscurati nella sala dove fino a un minuto eri tenuto legato ed impotente. Fuori è buio, ma da quanto riesci a vedere hai davanti a te un salto di circa 3 metri. Ti guardi attorno e il combattimento non accenna a diminuire. Ispiri profondamente e dopo aver messo il phaser nella cintura sali sulla balaustra.
Non sai se hai il coraggio. Sembrano davvero tre metri, vero Grandalf? E se invece fossero di pi√Ļ? Se la probabile commozione che hai ti inducesse una falsa prospettiva? E se cadendo dovessi romperti le gambe o peggio la schiena? E se il phaser dovesse attivarsi al momento dell'impatto? Stai ancora l√¨ ad elencare le possibili dinamiche che potrebbero fare di te uno storpio quando una terza esplosione ti fa perdere definitivamente l'equilibrio. Cerchi di afferrare il borso della finestra, ma trovi solo schegge di vetro. Cadi in avanti scompostamente e impatti sul suolo. La botta √® devastante: i polmoni si svuotano, vedi solo scintille. Ti imponi di non perdere i sensi, non puoi farlo ORA. Respiri nel tentativo di riprendere il controllo e di sopportare il dolore. Cerchi di alzarti e ti accorgi che la gamba sinistra ce la fa a stento. Come riguadagni la posizione eretta, ti sembra nuovamente di essere prossimo allo svenimento. Stringi i denti e inizi a zoppicare. In che direzione Grendalf? Dove vuoi fuggire? Fuori √® buio. Le esplosioni non sono finite e potrebbero ancora trovarti. Ti infili in quello che sembra un complesso industriale, fatto di tubature sospese, di scarsa illuminazione, di capannoni abbandonati. Zoppica veloce, Grendalf, veloce! Che nessuno possa pi√Ļ trovarti... Continui nella tua oscena danza, verso la direzione opposta a quella del casotto dove eri tenuto prigioniero. Dal buio, lontano, vedi due fari che svoltano l'angolo a velocit√† folle e ti illuminano in pieno viso. Rimani accecato per un brevissimo istante, poi ti rendi conto che si stanno avvicinando. Il rombo di un motore riempie l'aria. Non √® un pod. Non pu√≤ essere un pod. Chi usa ancora mezzi senza emittitori di gravitoni? Chi usa ancora mezzi a benzina? Non ti sembra il caso di indagare adesso, vero? Cerchi di girarti e prendi a correre dall'altra parte. Il mezzo √® su di te in un secondo. Ti sorpassa, quasi facendoti cadere per lo spostamento d'aria. Inchioda e sterza di botto. Rimani paralizzato, mentre i pneumatici stridono sull'asfalto, pronto a prenderti una raffica di phaser, aspettando di vederti passare la vita davanti e tutte queste cazzate che si dicono di chi sta per morire.
Di scatto lo sportello si apre. Rimani inebetito. Stupito. Ghiacciato.
Se nulla era chiaro prima, ora è il chaos assoluto. Dischiudi le labbra, avresti mille domande, mille interrogativi, mille dubbi da chiarire.
Ma tutto quello che ti esce dalla bocca è "Tu?"