Ma i ClanGini sognano pecore grevi? - 3^ puntata PDF Stampa E-mail
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Scritto da Clark Maul   

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Che schifo di fila. Tante brave vacche indiane incolonnate, aspettando che le facciano entrare. Guai a fare rumore, guai a lamentarsi. Si dice che i buttafuori siano ex agenti della NSAUC. Poche altre stronzate sono meno vere di questa, ma a Knot ha sempre fatto piacere. "Da un tocco esotico al locale" sostiene lui. Come se quegli enormi negri completamente nudi all'ingresso non siano abbastanza esotici di per loro, con una fedina penale lunga quanto il loro cazzo, piena di stupri di gruppo, violenze ignobili e orribili tutte puntualmente condonate dai giudici corrotti di Sipphreus. Ma tu non sei come questi stronzetti in fila. Tu la fila non la fai, vero Neo? Per te è sufficiente arrivare lì davanti e le porte ti saranno aperte.

Almeno di solito: a quanto pare stasera sono impegnati, visto che il cordino è ancora qui, fuori dalla porta, in tua compagnia.
"Ehi amico, dove pensi di andare?" Ehi amico, dove pensi di andare... ma questo coglione ha idea di quello che dice e a chi lo dice? E' il primo della fila. Ti giri e lo guardi. Amico sei un po nervoso perchè stai aspettando. Lo capisco. Ma non metterti in mezzo. Se sapesse leggere negli occhi ci leggerebbe questo, vero? Ma evidentemene questo stronzo è analfabeta "Ti ho chiesto dove cazzo pensi di andare! Mi senti pezzettino di merda?!" Non hai voglia di piantagli 10 palmi di acciaio nello stomaco, ma non puoi rimanere fermo a lungo lì, aspettando che qualcuno tocchi questo cordino che ti separa dall'ingresso. Muovi la mano stancamente, per aprire il gancio e entrare: odi arrivare tardi alle serate.
"Ehi coglione, parlo con te!"
No, non ha cercato di spingerti. Qualche suo neurone del cazzo non ha detto alla sua mano del cazzo di toccarti, altrimenti lo saprebbe benissimo che gli staccheresti un braccio senza nemmeno parlare. Non pu√≤ aver cercato di spingerti. Oh s√¨? In un secondo afferri il suo polso, ancora teso nell'atto di spintonarti e con un solo rapido movimento, tiri. E' gi√† sbilanciato. Non ci mette molto a uscire dalla fila e ruzzolare a terra dopo aver incontrato il tuo piede. "Testa di cazzo, lo sai quanto costa questo vestito? Eh testa di cazzo, lo sai?!" La tua mano sta andando a cercare la spada, legata alla tua schiena, mentre lo guardi fisso nelle palle degli occhi, senza espressione. Ma c'√® qualcosa di strano, non trovi? In fila nessuno ride pi√Ļ. Non si sente pi√Ļ un solo rumore.
"Pozzo aiudarla zignore?" senti dietro di te. Il tipo a terra è impallidito di botto "Non so Mubasa. Tu pensi che io abbia bisogno di aiuto?" "Ehi amico, aspetta, io non volevo mancarti di rispetto" inizia a farfugliare l'imbecille a terra, quindi rivolto all'enorme negro completamente nudo "No guardi, veramente! Stavo solo scherzando. Diglielo che scherzavo, eh? AHAH! Visto?" cerca il tuo sguardo. E trova due dischi di pietra al posto dei tuoi occhi. "Sai una cosa mubasa?" "Gosa zignore?" "Sono in ritardo. Non posso perdere tempo qui con questo idiota" tira un sospiro di sollievo "Occupatevene tu e i ragazzi. Qui. Adesso. E sul marciapiede" sospiro che gli muore in gola "Gerdo zignore. Ge ne oggubiamo noi". Stasera, le vacchette in fila, avranno una bella lezione sul rispetto. Una lezione magistralmente condotta con urla disperate di sottofondo.
Entri, perchè non hai voglia di farti schizzare il vestito di sangue e altre sostanze organiche di non meglio identificata natura. Ti fai di lato per permettere a sedici figure oscure di uscire al trotto e congiungersi a Mubasa.
C'√® fumo nel locale. E casino. La musica spara a oltre 140 bpm. Meglio: le urla di quel coglione gi√† iniziavano a infastidirti. I flash delle strobo ti avvolgono, ti oscurano, ti illuminano. Lanci il cappotto distrattamente oltre il banco del guardaroba e punti dritto al bar. Eccolo Knot. Come non vederlo? Appoggiato al bancone sul gomito, col drink in mano e la sua testolina rotonda che fa su e gi√Ļ fuori tempo. Elegantissimo come sempre: camicia candida, completo scuro, inconfondibile cravatta montecristo blu petrolio, collezione limitata. Ti vede e ti sorride. Sei costretto a mettergli l'orecchio quasi sulla bocca per sentire le sue parole "Hai cenato?" Annuisci. Stai mentendo Neo. Non tocchi cibo da ieri notte. Ma la fame non √® un problema per te, vero? L'importante sono le tue sigarette. Ma Knot non sembra accorgersi della balla, o forse non vuole "Ok. Ma dimmelo se hai fame. Oggi c'√® la carbonara. L'ho fatta io con le mie manine" e tira su due pale. Tutto grosso, il vecchio Knot. Proprio tutto? Non ti interessa. Almeno non per il momento, eh? Ringrazi, ti fai versare un gin e punti al priv√©. In saletta le luci sono basse, l'eco della musica lontana. Scansi distrattamente le languide puttane al soldo di Sipphreus, cercando visi conosciuti. C'√® praticamente tutta la gerarchia: intravedi Tenedor. Sembra essersi fissato con la stessa, vero? Sono settimane che si fa sempre la bionda. Ecco anche Hurk... lo si riconoscerebbe a occhi chiusi, dal solo rumore di liquido che sciacqua: si √® fatto montare un cyberimpianto di raffreddamento all'interno della coscia, per avere "la mazza fresca anche d'estate" dice lui. Pazzo bastardo... Ehi aspetta un attimo Neo. Cosa c'√® l√¨? La porta di Sipphreus √® chiusa? No, non √® possibile: quella porta √® sempre aperta. Sipphreus adora far sentire a tutto il priv√® le sue perfomance, che siano sessuali o intestinali. Fino a oggi credevi che quella porta fosse persino finta... e stasera √® chiusa?
Stai calmo, stai sudando. Se avessi la coscienza pulita non avresti da temere una porta, vero Neo? Ti avvicini lentamente. Giusto il tempo di buttare un'occhiata. Avanzi lentamente nel buio, illuminato dalla luce rossiccia delle lampade al plasma. Lasci che gli occhi si abituino al buio e cerchi un angolino. Ma la porta si spalanca e per schivarla finisci su un divanetto. "Ehi Neeeeooo. Ciao bello. Mi vuoi?" sospira una puttana abbracciandoti. Qualcuno sta uscendo dalla porta. Infila la lingua nella sua bocca se non vuoi guai o domande strane tipo "E tu che cazzo ci facevi dietro la porta?". Lo fai. Ma i tuoi occhi rimangono aperti mentre frughi nel cavo orale della tipa. "Cristo Dio! Non può essere lui" pensi. Paura, eh? Lucignolo. Quando c'è Lucignolo in città, c'è Udo. E quando c'è il cuoio di Udo, ci sono guai. E tu lo sai bene. Da anni siete alleati col loro clan. Da anni vi scambiate i favori, i segreti, la logistica, le vittime, i negri.
Magari sono venuti solo a farsi un giro in città, a salutare il vecchio Sipphy e farsi un bevuta!
Sì certo, e tua sorella è vergine, vero?
Udo non fa schioccare il suo frustino a vuoto, questo lo sanno anche i ragazzini col phaser nella parte bassa della città. E' uno che spella 20 persone, se ritiene che il cuoio dei suoi stivali abbia perso tono. E uno così, non si muove senza un motivo. La puttana sembra averci preso gusto e inizia a frugarti i pantaloni. Non puoi fermarla o inizierà a rompere le palle. Lasciala fare. Non può essere così male, no?
Vedi distintamente Lucignolo di spalle mentre si guarda attorno nel buio del privé. Non sta cercando una puttana, no... Sta verificando che la zona sia "pulita". Il suo cranio lucido sembra emettere luce propria. I riflessi e i bagliori delle lampade al plasma si inseguono sul suo completo di pelle. Quando è un solo istante. Un solo rapido istante. Percepisci un movimento sulla sinistra. Una ragazza viene letteralmente sbalzata verso di lui e dal mucchio sul divano esce una figura senza volto. Lucignolo scansa con un gesto pulito e completo la puttana. Il tipo per tutta risposta aspetta che il bersaglio sia libero per assestare un colpo unico. Un gancio da destra a sinistra. Caricare, colpire, chiudere. Assolutamente perfetto. Lucignolo accusa il colpo, ma i piedi sono piantati in terra. Si gira lentamente, ritrovandosi faccia a faccia con l'aggressore. Gli occhiali da sole non si sono mossi di un millimetro. Il suo viso si contrae in una smorfia orribile e quindi lascia partire una testata rapida e letale. Centro! La figura indietreggia intontita, tenendosi con entrambe le mani la parte del viso che corrisponderebbe al naso. Se ne avesse uno. Lucignolo indietreggia, assume la posizione e centra con un calcio il petto della figura, che viene proiettata letteralmente attraverso il divisorio tra locale e privé. La musica si interrompe col classico strappo di un disco che viene estratto da sotto la puntina come un dente cariato. Solo le luci continuano il loro folle alternarsi, ormai senza senso. Lo sgherro di Udo esce dal privé con passo rapido e deciso, puntanto la vittima. Questi è ormai in piedi e attende. Pigramente, i gerarchi del clan si affacciano dalla saletta, allacciandosi i pantaloni e sistemandosi le pettinature disordinate.
E' una tempesta di colpi. Lucignolo inizia con i gomiti, dritti contro il viso dell'avversario, da destra e da sinistra. Para, para, para, schiva. Si abbassa. Guardalo bene Neo. Non è il tuo uomo. Non è veloce come il tuo uomo. Ma è comunque strano, no? Non sta attaccando. Perchè?
Scarta sotto l'ultimo colpo di Lucignolo e gli gira attorno. Il gigante si gira di scatto facendo leva sul piede sinistro, e cercando l'avversario con un calcio girato, ma questi schiva ancora, saltando all'indietro.
Un salto che non ha nulla di umano. Una salto all'indietro che copre quasi 6 metri. Nel locale nessuno osa parlare, tutti seguono in silenzio l'evolversi del combattimento.
Lucignolo ghigna, si toglie gli occhiali da sole e estrae lentamente da sotto il soprabito di pelle, una lunga frusta nera. La figura attende. Ghigna ancora, mentre con un lento ondulare del polso lascia ballare la sua arma. Con un solo rapido movimento una scossa di energia attraversa l'intero braccio e passa alla frusta, che danza sino alla figura centrandolo in pieno viso. Il colpo è devastante, e scarica tutto il suo impatto mortale contro la creatura che cade all'indietro, svanendo dietro al bancone. Tutti saltate in avanti. Nessun essere umano si rialzerebbe dopo un colpo del genere. Nessuno.
Ma lui s√¨. E tutt'altro che lentamente. Con un balzo arriva al soffitto. E vi rimane. Le ginocchia piegate, le braccia tese. Sarebbe una posizione di attesa se non fosse contro ogni legge della gravit√† appeso a testa in gi√Ļ. Non un suono. Non un gemito. Non un goccio di sangue. E' l√¨ sopra che guarda il suo avversario. Oscilla il cranio in modo innaturale, continuando a fissare Lucignolo.
Siete senza parole, non è vero? E abbiamo appena iniziato... Le sue ginocchia spingono, la figura si lancia, attraversa tutto il locale, andando a impattare contro un Lucignolo ancora paralizzato dalla vista di quel mostro. Rotolano insieme, quindi si rialzano. Ricomincia la tempesta di colpi. Ma stavolta, la creatura, reagisce. Si ricomincia con lo stesso identico schema: gomito destro, gomito sinistro, diretto destro, diretto sinistro. Ma stavolta è diverso: para, colpo sul fianco, para, colpo sull'altro fianco, schiva, scarta di lato e calcio alto, al viso. Ogni movimento è concluso da un mughugno di dolore. E non è difficile indovinare di chi, vero Neo? Lo sgherro di Udo scuote la testa e riparte. Calcio diretto, la figura si abbassa fino a rotolare in terra e da li colpisce con un pugno al ginocchio che fa leva. Lucignolo perde l'equilibrio e finisce a terra. Vicino la sua frusta. Senza perdere un istante scuote rapidamente il braccio e imprime la forza distruttrice all'arma che danza nell'aria verso la creatura. Che blocca. Blocca. La frusta è tesa. Le due figure si contrastano. Ma per la prima volta vedi negli occhi di Lucignolo la consapevolezza che potrebbe perdere l'incontro. E questo è il genere di scontri che non termina con un'amichevole stretta di mano. No Neo, lo sai bene: termina con una grande corona di fiori. La figura tira la frusta a se. Lucignolo, ancora a terra, non riesce a trattenerla.